Questo studio analizza "The Dead" di James Joyce come una critica alle strutture ideologiche coloniali e borghesi. Lo studio sostiene che la paralisi che caratterizza la vita a Dublino non sia meramente spirituale, ma sia materialmente determinata dalla stagnazione economica dell'Irlanda coloniale e dalla morsa ideologica di una classe media compromessa. La maggior parte delle interpretazioni del racconto si è concentrata sull'epifania personale di Gabriel Conroy, sul conflitto tra tradizione e modernità o sul ricordo ossessivo di Michael Furey. Tali letture non consentono di comprendere le condizioni materiali e ideologiche che generano i dilemmi morali e psicologici affrontati dalla borghesia irlandese. In questo studio sono state sollevate tre domande: in che modo *The Dead* descrive il modo in cui le strutture economiche coloniali plasmano e distorcono la coscienza della classe media irlandese? In che modo la crisi d'identità di Gabriel riflette le contraddizioni ideologiche prodotte dall'egemonia coloniale e di classe? Perché il racconto descrive la paralisi come una condizione sistemica piuttosto che individuale? Pertanto, l'approccio neomarxista viene utilizzato come strumento analitico. Tra i teorici più importanti inclusi in questo studio figura Antonio Gramsci.
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