Sonate per violino e basso continuo RV 11, 37
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Casa Ricordi Milano in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini, Venezia (Istituto Antonio Vivaldi), Edizione critica a cura di Michael Talbot. La maggior parte delle sonate per violino del primo Settecento, comprese quelle composte da Vivaldi, ci è pervenuta nella forma di una partitura che utilizza due pentagrammi: uno per la parte del violino e l’altro per quella del basso. Anche se alcune sezioni di questi lavori possono essere andati dispersi, ne consegue che il testo di tutto ciò che è sopravvissuto è in ogni caso completo. Di cinque sonate vivaldiane per violino conservate presso il Diözesanarchiv di Graz si è conservato, eccezionalmente, soltanto il libro partedestinato al solista, mentre quello complementare per il violoncello è andato disperso. Questi lavori potrebbero risalire a un periodo compreso fra il gruppo delle sonate di Dresda (1716-1717) e quelle attestate nella raccolta di Manchester (1726 ca). Tre di queste sonate, tutte composte in quattro movimenti, presentano delle concordanze parziali (due o tre movimenti) rispetto ad altre fonti vivaldiane già note, mentre le altre due – RV 11 e RV 37 – ci sono pervenute soltanto attraverso i manoscritti di Graz (un incipit di RV 11 è riportato anche in un catalogo tematico coevo). Questa edizione critica mette per la prima volta a disposizione degli studiosi e degli esecutori il testo di queste ultime due sonate. La parte del basso è stata ricostruita e integrata da una realizzazione del continuo da parte del curatore dell’edizione.
Casa Ricordi Milano in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini, Venezia (Istituto Antonio Vivaldi), Edizione critica a cura di Michael Talbot. La maggior parte delle sonate per violino del primo Settecento, comprese quelle composte da Vivaldi, ci è pervenuta nella forma di una partitura che utilizza due pentagrammi: uno per la parte del violino e l’altro per quella del basso. Anche se alcune sezioni di questi lavori possono essere andati dispersi, ne consegue che il testo di tutto ciò che è sopravvissuto è in ogni caso completo. Di cinque sonate vivaldiane per violino conservate presso il Diözesanarchiv di Graz si è conservato, eccezionalmente, soltanto il libro partedestinato al solista, mentre quello complementare per il violoncello è andato disperso. Questi lavori potrebbero risalire a un periodo compreso fra il gruppo delle sonate di Dresda (1716-1717) e quelle attestate nella raccolta di Manchester (1726 ca). Tre di queste sonate, tutte composte in quattro movimenti, presentano delle concordanze parziali (due o tre movimenti) rispetto ad altre fonti vivaldiane già note, mentre le altre due – RV 11 e RV 37 – ci sono pervenute soltanto attraverso i manoscritti di Graz (un incipit di RV 11 è riportato anche in un catalogo tematico coevo). Questa edizione critica mette per la prima volta a disposizione degli studiosi e degli esecutori il testo di queste ultime due sonate. La parte del basso è stata ricostruita e integrata da una realizzazione del continuo da parte del curatore dell’edizione.
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