Parole d'onore
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Sono voci che provengono da un altro mondo. Portano sempre un messaggio. Parlano di moralità e famiglia, affari e delitti, regole, amori, amicizie tradite, di religione e Dio, soldi e potere, di vita e di morte. Questo libro è il resoconto di un viaggio fra gli uomini che popolano i territori mafiosi. Un inventario dei loro pensieri e dei loro ''ragionamenti''. Dal maxiprocesso di Palermo dell'inverno 1986 agli ultimi picciotti reclutati nelle borgate, da Tommaso Buscetta e Luciano Liggio alle scorribande di Totò Riina e dei suoi figli, dai lussi dell'Ucciardone al ritorno degli ''scappati''. Non è solo un linguaggio e non è solo un codice quello di mafia: è esercizio d'intelligenza, raffinato calcolo. Diceva Giovanni Falcone: ''Conoscendo gli uomini d'onore ho imparato che le logiche mafiose non sono mai sorpassate né incomprensibili, sono in realtà le logiche del potere e sempre funzionali a uno scopo. In certi momenti, questi mafiosi mi sembrano gli unici esseri razionali in un mondo popolato da folli. Anche Sciascia sosteneva che in Sicilia si nascondono i cartesiani peggiori''.
Sono voci che provengono da un altro mondo. Portano sempre un messaggio. Parlano di moralità e famiglia, affari e delitti, regole, amori, amicizie tradite, di religione e Dio, soldi e potere, di vita e di morte. Questo libro è il resoconto di un viaggio fra gli uomini che popolano i territori mafiosi. Un inventario dei loro pensieri e dei loro ''ragionamenti''. Dal maxiprocesso di Palermo dell'inverno 1986 agli ultimi picciotti reclutati nelle borgate, da Tommaso Buscetta e Luciano Liggio alle scorribande di Totò Riina e dei suoi figli, dai lussi dell'Ucciardone al ritorno degli ''scappati''. Non è solo un linguaggio e non è solo un codice quello di mafia: è esercizio d'intelligenza, raffinato calcolo. Diceva Giovanni Falcone: ''Conoscendo gli uomini d'onore ho imparato che le logiche mafiose non sono mai sorpassate né incomprensibili, sono in realtà le logiche del potere e sempre funzionali a uno scopo. In certi momenti, questi mafiosi mi sembrano gli unici esseri razionali in un mondo popolato da folli. Anche Sciascia sosteneva che in Sicilia si nascondono i cartesiani peggiori''.