Leonessa non è soltanto uno dei borghi più suggestivi dell'Appennino centrale. È una città di montagna e di confine, nata dall'unione di comunità diverse e cresciuta nel punto in cui Abruzzo, Lazio e Umbria si incontrano da secoli.Questo libro ne ripercorre la storia dalle più antiche presenze sull'altopiano alla fondazione voluta da Carlo I d'Angiò nel 1278, seguendo la formazione dei sei Sesti, lo sviluppo delle istituzioni comunali, l'economia della lana e dei pascoli, le contese con i territori vicini e il lungo rapporto con la monarchia napoletana. Nelle sue pagine rivivono il governo di Margherita d'Austria, la figura di san Giuseppe da Leonessa, il terremoto del 1703, le riforme napoleoniche, l'Unità d'Italia, le guerre mondiali e i tragici eccidi del 1944.Il racconto prosegue attraverso l'emigrazione, lo spopolamento, le ricostruzioni e la riscoperta delle tradizioni, fino alle sfide della Leonessa contemporanea. Accanto ai grandi avvenimenti trovano spazio pastori, artigiani, religiosi, amministratori, soldati, emigranti e famiglie: persone spesso senza nome che hanno costruito, custodito e tramandato la città.Scritto con il ritmo di un saggio narrativo, il volume unisce documentazione storica e memoria collettiva, riportando sempre gli avvenimenti generali alla realtà concreta dell'altopiano. Ne emerge il ritratto di una comunità che ha saputo cambiare senza perdere il legame con le proprie origini.Un viaggio nella storia di Leonessa, nelle sue pietre e nelle vite di quanti hanno accettato la fatica e il privilegio di abitare la montagna.
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