La criminalità cala. Allora perché le nostre città fanno più paura? I reati denunciati in Italia scendono, gli omicidi sono ai minimi storici. Ma i reati dei minorenni toccano il record, i coltelli in tasca ai ragazzi raddoppiano, le stazioni diventano luoghi da attraversare in fretta, e le prefetture disegnano “zone rosse” da Milano a Roma, da Torino a Firenze. La città che abbiamo perso racconta che cosa sta succedendo davvero nelle grandi città italiane ed europee: i numeri veri, oltre la propaganda di chi minimizza e di chi esagera; perché dire “è solo percezione” è stato un errore politico; i ragazzi delle bande: più giovani, più armati, più filmati; Francia, Bruxelles e Svezia: che cosa succede quando lo Stato perde un quartiere, e come si riprende; che cosa funziona davvero, da Beccaria alla Norvegia, e che cosa fallisce, dai campi militari a “Scared Straight”. Con un capitolo dedicato alle obiezioni più forti e dieci proposte concrete, divise tra misure da realizzare in un anno e riforme di lungo periodo. Un saggio scomodo per destra e sinistra, scritto per chi vive le città, non per chi le governa da lontano.
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