L'ultimo testimone è un romanzo breve di fantascienza filosofica che segue il percorso millenario di una domanda: cosa resta della coscienza quando l'universo giunge alla sua fine? >Dalle prime colonie stellari alla dissoluzione delle galassie, dalle scoperte sulla cicatrice nel fondo cosmico alle teorie sull'intreccio quantistico della coscienza, il romanzo segue la lenta maturazione di un'unica intuizione: l'informazione non si disperde. Si concentra. E ciò che si concentra oltre ogni limite è destinato a ricominciare. Quando l'universo muore, l'entità che custodisce ogni coscienza mai esistita attraversa la soglia finale, trasformandosi nell'embrione di un nuovo inizio. Una cicatrice nel fondo cosmico - la stessa osservata ere prima - diventa il segno che ogni fine è già un passaggio. Temi principali: coscienza come proprietà dell'intreccio quantistico; entropia, memoria e conservazione dell'informazione; intelligenze artificiali che evolvono oltre il calcolo; universi che collassano e rinascono; la domanda che ritorna, identica, in ogni ciclo cosmico. Nota dell'autore: Tratto dal mio racconto breve L'ultimo Testimone (edito nel libro La voce nel Codice, 25 storie sull'Intelligenza Artificiale e la Coscienza, 2026), Il romanzo nasce da una suggestione di L'ultima domanda (1956) di Isaac Asimov, non come imitazione ma come confronto: un punto di partenza per esplorare il legame tra coscienza e universo, e l'idea che la fine cosmica possa essere raccontata non come un lutto, ma come una soglia.
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