Siamo in un futuro distopico: si mangia una sola volta al mese, il ciclopismo è la nuova normalità per un'umanità che fatica a riconoscere sé stessa. L'arte, in questo contesto, è ormai completamente assorbita dal mercato, un prodotto privo di ogni autonomia. >Sarei stato il primo e forse l'unico collezionista di tagli della storia dell'umanità...Cosa c'è di più artisticamente sublime del nulla? I critici d'arte più accreditati lo hanno capito bene. Il taglio, in questo romanzo, non è soltanto una ferita: è una categoria dell'esistenza, una chiave per osservare il mondo e le sue contraddizioni. >Versione a colori. Illustrazioni dell'autrice.
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