Durante la seconda metà del XX secolo, le prime lotte e iniziative sociali e politiche femministe avevano certamente promosso i diritti democratici e le libertà delle donne in Europa e in Nord America, ma lo avevano fatto nell'ambito della tradizione filosofica occidentale dell'umanesimo liberale. L'umanesimo si riferiva fondamentalmente all'idea che tutti gli esseri umani fossero uguali, che condividessero gli stessi valori e la stessa importanza e che, in teoria, dovessero godere degli stessi diritti umani fondamentali. Per le pensatrici femministe europee, tuttavia, il pensiero umanista liberale aveva tradizionalmente definito o descritto le donne come "l'Altro", ovvero inferiori al soggetto umanista universale, ovvero all'"Uomo". Il compito politico del femminismo iniziale, cosiddetto "di prima e seconda generazione", si concentrava quindi su obiettivi quali il diritto di voto alle donne, la parità salariale, i diritti riproduttivi e l'uguaglianza sul posto di lavoro.
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