Il 6 marzo 1981, nell'aula 157 del Landgericht di Lubecca, Hanna Vogel estrae un'arma nascosta nella tasca di un cappotto troppo grande e spara >Dieci mesi prima, sua figlia Anna, undici anni, era stata trovata morta vicino a una chiusa del canale. Le indagini avevano indicato un vicino, un uomo rispettato, un amico di famiglia che riceveva la bambina a casa sua da anni. Ma il caso si era chiuso quasi rapidamente come si era aperto, e Werner Lutz aveva continuato a camminare libero per le stesse strade di Hanna, servendo birre ogni sera dietro il proprio bancone, aspettando - senza saper bene cosa - che la giustizia facesse, un >Quel giorno non è mai arrivato. Così Hanna ha deciso di farlo lei >La Madre di Lubecca non è il racconto di una vendetta, ma il resoconto minuzioso di tutto ciò che la precede: una madre che lavora troppo e ama senza limiti, una figlia che tace per non fare del male, un'intera città che distoglie lo sguardo, una giustizia che arriva, quando arriva, a mani vuote. Attraverso la difesa che il suo avvocato costruisce per lei, capitolo dopo capitolo, testimonianza dopo testimonianza, il lettore ricostruisce, insieme a Hanna, tutto ciò che lei non ha saputo vedere in tempo: un disegno infantile di sette cuori, una lettera mai >Ispirato a decine di casi reali avvenuti in tutta Europa negli ultimi quarant'anni, questo romanzo non cerca di giustificare il gesto di Hanna Vogel. Cerca di mettere il lettore al suo posto, per qualche centinaio di pagine, e di lasciarlo, una volta richiuso il libro, solo con la domanda: cosa resta a una madre quando la legge non arriva in >Primo tomo della saga I Dimenticati dalla Legge, per i lettori di dramma giudiziario, noir ispirato a fatti reali e narrativa letteraria dell'Europa centrale.
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