Nelle economie odierne, mentre la principale fonte di entrate dei governi è rappresentata dalle imposte, la seconda fonte più importante è costituita dall'indebitamento. Sebbene i governi coprano principalmente le proprie spese - ovvero i servizi pubblici forniti ai cittadini - attingendo alle entrate fiscali, nei periodi in cui tali entrate non sono sufficienti e, di conseguenza, in presenza di un disavanzo di bilancio, il finanziamento di tali servizi viene garantito tramite l'indebitamento. Il governo ricava questo debito da fonti nazionali ed estere. I funzionari finanziari tradizionalisti si oppongono all'indebitamento. Secondo loro, il ricorso al prestito riduce il capitale nazionale e il risparmio dei cittadini. I tradizionalisti sostenevano che la principale fonte di entrate dello Stato fossero le imposte e che finanziare i servizi pubblici tramite le imposte, e di conseguenza ricorrere al prestito, costituisse un onere per le generazioni future. In contrasto con la dottrina finanziaria tradizionale, i funzionari finanziari moderni consideravano il prestito una normale fonte di entrate e sostenevano che fosse obbligatorio quando le condizioni economiche e sociali lo richiedessero.
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