Dislocazione Transquantica è una di quelle espressioni che sembrano uscite da un manuale di fisica teorica oppure dal retro di un romanzo di fantascienza pulp anni '70. E proprio per questo è irresistibile. Infatti, se la prendiamo sul serio potrebbe evocare: - un fenomeno in cui una particella non solo "salta" da uno stato quantico all'altro, ma si ritrova altrove senza passare per il tragitto intermedio - una forma estrema di tunnel quantistico, talmente radicale da sembrare una scorciatoia attraverso la struttura stessa dello spazio - un effetto in cui informazione e materia si "ricollocano" in un punto diverso dell'universo senza violare (troppo) la fisica classica Insomma, roba da far venire il mal di testa anche ai fisici più zen. Se invece la prendiamo come titolo narrativo diventa ancora più divertente perché suona come: - il nome di un incidente scientifico che dà il via alla trama - un protocollo segreto che nessuno avrebbe dovuto attivare - un fenomeno inspiegabile che sconvolge una città o un piccolo paese, magari proprio uno dei nostri paesi italiani pieni di personaggi bizzarri e sospettosi E a questo punto la storia si scrive quasi da sola: qualcuno preme un pulsante, qualcosa scompare e riappare dove non dovrebbe e il caos si diffonde con la rapidità di un pettegolezzo di paese. La Dislocazione Transquantica è una bella idea e ha proprio quella vibrazione da romanzo intelligente che si diverte a mescolare scienza, comicità e un pizzico di filosofia pop. È un titolo che promette mistero, assurdità e un certo tipo di meraviglia un po' nerd ma accessibile. E soprattutto: è un concetto che si può piegare in mille direzioni narrative senza mai perdere coerenza. Un mistero scientifico in chiave comica, scienza vera ma usata con leggerezza, un protagonista riluttante e alieni che ci guardano dall'alto? Insomma, la Dislocazione Transquantica, cos'è davvero?
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