Prima che in Italia esistesse una vera cultura della birra nazionale, Gaetano Pasqui aveva già immaginato quasi tutto: il luppolo italiano, una filiera locale, strumenti agricoli progettati appositamente e una birra capace di nascere dalla propria terra. Forlì, metà Ottocento. Gaetano Pasqui sperimenta la coltivazione del luppolo in Romagna, ne studia rese, costi e caratteristiche, inventa strumenti per rendere più razionale il lavoro nella luppolaia e porta i risultati delle proprie esperienze alle grandi esposizioni dell'epoca. Il suo luppolo ottiene riconoscimenti a Firenze nel 1861 e a Londra nel 1862, confrontandosi con produzioni provenienti da Paesi nei quali la tradizione brassicola era già profondamente radicata. Nello stesso 1861 Pasqui pubblica a Bologna la Relazione del luppolo coltivato: poche pagine, accompagnate da preziose illustrazioni, nelle quali si nasconde una visione sorprendentemente moderna. Non soltanto coltivare luppolo in Italia, ma dimostrare che fosse possibile costruire attorno ad esso un sistema produttivo autonomo: terra, materia prima, tecnica, strumenti, sperimentazione e birra. A più di un secolo e mezzo di distanza, quelle intuizioni sembrano anticipare alcuni dei temi oggi centrali nel mondo della birra artigianale italiana: l'origine delle materie prime, il rapporto con il territorio, la ricerca di varietà e produzioni nazionali, l'indipendenza dalle importazioni e l'identità agricola della birra. Questa edizione riporta alla luce il testo di Pasqui, le sue tavole e i suoi dati, accompagnandoli con un'introduzione e un apparato interpretativo che consentono di comprenderne il contesto e soprattutto la straordinaria originalità. Particolare attenzione è dedicata agli strumenti ideati dallo stesso Pasqui, testimonianza di un'attitudine all'invenzione che andava ben oltre la semplice sperimentazione agronomica. La riscoperta si inserisce negli studi condotti da Umberto Pasqui, discendente di Giovanni Pasqui, fratello di Gaetano, che ha ricostruito la figura e l'eredità di questo dimenticato pioniere romagnolo, riportandone la vicenda all'attenzione contemporanea. Un percorso di ricerca che ha condotto anche ai saggi Il birraio di Romagna (2019) e, in lingua inglese, The Man Who Brewed a Nation: Gaetano Pasqui of Forlì The Forgotten Pioneer Who Imagined an Italian Future for Beer (2026). Ne emerge il ritratto di un uomo difficile da racchiudere in una sola definizione: agronomo, sperimentatore, inventore, coltivatore di luppolo e pioniere della birra italiana. Ma soprattutto emerge una domanda. Quanto sarebbe stata diversa la storia della birra in Italia se l'intuizione di Gaetano Pasqui avesse trovato seguito? Questo libro restituisce la parola direttamente a lui. A un uomo dell'Ottocento che, leggendo oggi le sue pagine, sembra talvolta parlare al XXI secolo.
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