Nel 2006 ho aperto il mio primo account Facebook. Non è durato moltissimo: dopo uno scontro verbale particolarmente violento (del quale, per fortuna o purtroppo, non ricordo nemmeno più con chi fosse) Facebook decise di cancellarmi l'account. Avrei potuto cogliere il segnale. Non l'ho fatto. Sono tornato e, da allora, ho continuato a scrivere, commentare, provocare, e soprattutto prendere per il culo me stesso. Vent'anni dopo, ho pensato che fosse arrivato il momento di fare un bilancio. Questo libro è una raccolta dei post più divertenti, assurdi, idioti, surreali o semplicemente inutili che ho pubblicato in questi anni. Non c'è una trama. Non c'è un messaggio. Non c'è una morale. C'è Facebook. E ci sono vent'anni di vita passati a scriverci sopra. La cosa inquietante è che, a pensarci bene, non è poi così poco tempo. Vent'anni sono una fetta considerevole dell'esistenza. Probabilmente avrei potuto imparare una lingua, costruire una casa, coltivare un orto o dedicarmi seriamente a qualcosa. Invece ho postato una quantità allarmante di cazzate. Però c'è anche un'altra possibilità se quelle cazzate hanno fatto ridere qualcuno, allora forse tutto quel tempo non è stato completamente sprecato. Questo libro è perciò anche un piccolo omaggio a chi, nel corso degli anni, ha letto, commentato, condiviso, litigato o semplicemente riso davanti a uno dei miei post.
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